I tre semi

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I tre semi


C'era una volta un piccolo ma profondo fiume che divideva il paese di Al di Qua dal paese di Al di Là. I due paesi erano identici, ogni stradina di Al di Qua era la stessa in Al di Là, ogni casa di Al di Là aveva una gemella in Al di Qua. Ogni uomo, bambino, animale in Al di Qua aveva una copia in Al di Là. Ma c'era un'unica differenza: quelli di Al di Qua erano materia e quelli di Al di Là erano ombra. Nonostante l'uno fosse la metà mancante dell'altro, il paese di Al di Qua aveva eretto un muro altissimo sulla riva del fiume, mentre il paese di Al di Là aveva recintato i suoi confini. La loro inimicizia era infinita quanto il tempo e la causa della discordia si era persa nella voragine della memoria.


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Il paese di Al di Qua e il paese di Al di Là

Un giorno il principe di Al di Qua fu attratto dal volo insistente di uno strano insetto: una creatura con ali di farfalla, volto di fanciulla e corpo di ape. Strabiliato da quella rarità, prese a seguirne il volo. E vola vola, la strana creatura si fermò su una grande zucca arancione, poi disse:

- Principe di Al di Qua, so della tua tristezza. Se vuoi essere felice devi conoscere la tua metà oscura. Devi imparare ad amarla. Io sono Tithéne e ti aiuterò.
- Cos'è quella cosa nera, che si muove con te e ti sta attaccata alle zampe?- chiese il principe.
- Cosa dici, questa? - lo strano insetto indicò la propria ombra proiettata sulla zucca- È la prova che ogni essere partecipa alle vicende solari proiettando in terra le sue tenebre.
- Se ogni essere la possiede, perché io no?- domandò il principe, guardandosi intorno per cercare invano qualcosa attaccata ai suoi piedi.
- Questo dovrai scoprirlo tu. Prendi tre semi dalla mia zucca, legane ciascuno a un sassolino e, all'alba, lancialo verso Est. Vallo a cercare e prendi tutto ciò che puoi toccare lì dove cade. Fallo per tre giorni e alla notte del terzo torna da me. Il principe di Al di Qua aprì la grande zucca, cavò i tre semi e andò via.




All'alba, per la prima volta nella sua vita, il principe uscì dalle mura di Al di Qua. Appena capì che a Est esisteva solo il paese di Al di Là, fu colto da immobile paura: una vita triste o una morte eroica? Chiuse gli occhi e si mise a correre. Quando l'acqua del fiume raggiunse le gambe, roteò il braccio col seme nella mano e lanciò più forte che mai. Poi nuotò fino alla sponda di Al di Là e cercò un varco per intrufolarsi.

Trovò subito il sassolino col seme. Ma appena alzò lo sguardo, capì in che guaio si era cacciato: quel paese era fatto di inconsistenti forme nere. Tutto era della stessa sostanza che aveva visto attaccata ai piedi di Tithéne! Per non farsi scoprire, gli venne un'idea: rovesciò il mantello rosso e vi si accucciò sotto. Il mantello era foderato di un nero fittissimo che gli permise di sbirciare fuori ma di rimanere invisibile alle ombre.

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paese delle Ombre

Si guardò intorno per cercare quanto detto da Tithéne. Subito vide brillare qualcosa: erano dei chicchi di bianco riso cosparsi in terra. Cacciò la mano da sotto il mantello, li raccolse e sgattaiolò fuori da Al di Là.
Il secondo giorno, il principe trovò il seme vicino a un'ombra che gli somigliava: stessi stivali, stessa foggia del cappello e stessa spada. Proprio ai piedi di quel gemello oscuro riluceva un qualcosa di chiaro. Una cipolla! Tutto il giorno seguì e osservò attentamente l' uomo ombra, nell'attesa di trovare il momento giusto per raccogliere il frutto. Solo al calar del sole l'uomo ombra si dissolse, assieme a tutte le altre cose di Al di Là. Il principe recuperò la cipolla rimasta in terra, la strinse forte al petto, e il suo odore lo fece piangere.

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Alter Ego


Il terzo giorno il seme cadde vicino a ombre di case vuote. All'improvviso, mentre scrutava intorno alla ricerca del terzo elemento, il principe sentì qualcosa – strane vibrazioni? Poi vide un'ombra elegante e magnetica, ferma a qualche passo da lui. Non sapeva cosa fosse né come si potesse sfiorare, ma sapeva che non poteva più farne a meno.
Da quello che sembrava il petto dell'ombra cadde qualcosa che finì sul mantello. Lui cacciò velocemente la mano e afferrò l'oggetto: era un opale bianco. La pietra più bella che avesse mai visto! Il principe sgusciò fuori per restituire il gioiello ma il sole calò e tutte le ombre si dissolsero, anche quella che gli era rimasta nel cuore.



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La principessa del paese delle Ombre


Quella notte il principe di Al di Qua tornò alla zucca di Tithéne per raccontarle tutto, compreso il mal d'amore per la magnetica ombra. Il magico insetto gli disse:

- Se vuoi toccare l'ombra che ti completa devi solo nutrirla. Esponi l'opale bianco al sole e accendi un fuoco col fascio di luce che da esso si sprigiona. La mia zucca ha il dono della resurrezione: prendine una parte e fanne pezzettini. Falli soffriggere con le lacrime della cipolla e poi aggiungi il riso della vita. Lascia la ciotola del risotto lì dove hai incontrato la tua ombra e aspetta.  

Il principe rispettò alla lettera la ricetta di Tithéne. Più calava il sole, e più la ciotola di riso si svuotava e più l'amata ombra ritrovava il rosso del sangue, il bianco della pelle e l'oro della vita. L'ombra svanì nei bellissimi occhi della principessa di Al di Là, che si infilò sotto il mantello del principe di Al di Qua e non ne uscì fino al mattino successivo.

risotto con la zucca, foodfilebasilicata
risotto con la zucca
Tre giorni dopo, tutto il regno si inondò dello scampanio dei paesi di Al di Qua e Al di Là. I due popoli festeggiarono le nozze del principe e della principessa. Al calar del sole, dopo una bella scorpacciata di risotto alla zucca, tutte le cose, viventi e non, si completarono con la propria ombra. Da quel giorno nessuno più fu triste: gli uomini e le donne dei due paesi distrussero mura e recinti e al loro posto costruirono un ponte che li unì per sempre. Ancor oggi, nell'anniversario delle nozze dei due principi, le genti dei due paesi si ritrovano al ponte per condividere una ciotola di quel risotto che restituì loro la felicità. Una felicità nata dalla consapevolezza di essere fatti di luce e ombra, con in mezzo un piccolo ma profondo fiume.
Non ci credi? Lancia un seme di zucca legato a un sassolino e poi vallo cercare!

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