GustoDolce@FoodFileBasilicata



Caro,
voglio farti un regalo per colmare di sapori l'oceano che ci separa.
Riempi il calice, premi play e chiudi gli occhi...

In quei giorni di passaggio, ascoltavamo il riverbero del sole tra le foglie dei castagni: quando si conclude la stagione del verde e inizia la vita del seme.
La sapienza nelle mani delle donne trasformava la castagna in farina e la farina per magia prendeva forma.



La sostanza si costruisce mescolando alla densità dei ceci la fluidità del vino cotto, all'amaro del cacao la dolcezza dello zucchero, alla pungente cannella l'arioso chiodo di garofano.
Il tutto ben amalgamato, con il giusto equilibrio e senza dimenticare la forza delle mandorle. Ecco la giusta ricetta, quella che tiene in equilibrio la ragione e il cuore, l'eccitante e il ricettivo, il bianco e il nero, il bene e il male.


Guida all'incerto cammino, il corposo Aglianico. Nel nome la promessa di uno stato di grazia che i Greci ci portarono dal mare. Aumenta le delizie dell'amore e la confidenza dell'amicizia. Disarma l'odio, agevola gli affari.

Che mistero era il volto degli uomini che custodivano il segreto della trasformazione del mosto in vino. Del solo dolce in qualcosa di più complesso, di più completo. E' lo stesso mistero che guardo allo specchio: ora sono uomo! Un volto di pietra austero e impenetrabile, come il castello dove io e te eravamo il grande Federico e il poeta Piero.
A quel tempo l'unico custode del Vulture era il nobile falco. Il rapace, che dà il nome al vulcano, ci insegnò a planare avidamente su quei bocconi inumiditi  dall'ardore della vita: il vino cotto!

Il vino raggiunge la bocca
E l’amore raggiunge gli occhi,
Questa è la sola verità che ci è dato conoscere
Prima di invecchiare e morire.
Sollevo il bicchiere alle labbra,
Ti guardo e sospiro”  (William Butler Yeats)


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