martedì 3 novembre 2015

Un linguaggio simbolico per la Basilicata



Sei quel che mangi (L. Feuerbach)
La speciale maga lucana cura una consultante ammalata di disoccupazione grazie al potere delle spezie e dei loro colori: il nero pepe per capire la morte, il rosso peperoncino per amare la vita, il giallo delle curcuma per emanare energia, il blu del sale per ricevere i messaggi universali, il verde dell'origano per affrontare la metamorfosi e il viola della cannella per imparare a rinascere.Tutti condimenti essenziali per gustare le prelibatezze tipiche della terra d'origine: la Basilicata.




...Lo stesso accenno del giovane Dragonetti alle masciare che dai 14 ai 18 anni venivano a trovarlo di notte e lo lasciavano senza parola e senza movimento, in una condizione psichica "legata", mostra la ideologia magica in connessione stretta con l'esperienza di dominazione caratteristica dell'incubo e con la proiezione allucinatoria della forma dominatrice in figure tradizionalizzate di masciare, di masciari e simili... (Sud e magia di Ernesto de Martino, Feltrinelli, 1959, pag 73)


La parola ai simboli


Il Mago è l'inizio. E' il principio attivo: il primo passo del cammino. Ci sono talento e capacità per cominciare qualunque cosa: si deve solo agire. La difficoltà consiste nella "scelta" e nel capire "cosa è possibile" fare e cosa no. La giovinezza del mago gli dà forza ed entusiasmo, ma deve stare attento all'impulsività... perché c'è ancora tanta strada da fare.



La Papessa è il principio ricettivo. L'ascolto e lo studio. Lei è la guida, è colei che potrebbe suggerire la giusta direzione, la scelta più opportuna.
...L'alternativa fra "magia" e "razionalità" è uno dei grandi temi da cui è nata la civiltà moderna. Questa alternativa ha il suo prologo in alcuni motivi del pensiero greco e della predicazione evangelica, ma si costituisce come centro drammatico della civiltà moderna con il passaggio dalla magia demonologica alla magia naturale del Rinascimento, con la polemica protestante contro il ritualismo cattolico, con la fondazione delle scienze della natura e dei loro metodi, con l'Illuminismo e la sua fede nella ragione umana riformatrice, con le varie correnti di pensiero che si legano alla scoperta della dialettica e della ragione storica.. (Sud e magia di Ernesto de Martino, Feltrinelli, 1959, pag 7)


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  1.  Rosso: formarsi della vita; stato aurorale della vita psichica, principio, materia.
  2. Nero: totalità preconscia, caos indistinto, antimateria.
  3. Giallo: forza centrifuga, esplosione di energia che non ha uno scopo preciso
  4. Blu: quiete, appagamento, ascolto, trascendenza
  5. Verde: passaggio alla vita organica, stabilità della creazione, intelletto, equilibrio
  6. Viola: è come se la via rossa volesse raggiungere l'identificazione (l'unità dell'in-dividuo) tramite la lotta e la conquista; mentre la via blu volesse ottenerla tramite la dedizione. Entrambi vogliono l'unità. Si ottiene così l'equilibrio, la lucidità dell'azione perché è avvenuta l'integrazione tra il principio attivo e quello ricettivo.

...E  invero, in questa allargata prospettiva si presenta a prima vista un singolare contrasto: proprio in quest'angolo d'Europa, designato geograficamente come Italia Meridionale e politicamente come Regno di Napoli sino al '60, balenarono, con i Bruno e i Campanella, temi di pensiero che notevolmente concorsero a rompere la tradizione della magia cerimoniale e demonologica del Medioevo, e a dischiudere attraverso la "magia naturale", il senso delle possibilità demiurgiche dell'uomo; proprio in quest'angolo d'Europa, in Napoli, dalla seconda metà del secolo XVII alla fine del secolo XVIII si svolse, con anticipo rispetto ad altre regioni della penisola, il moto illuministico e furono scritte opere d'importanza europea;...Ora questo contrasto - che all'uomo politico e all'educatore pone determinati problemi pratici per una più attiva partecipazione delle genti meridionali al moto complessivo della civiltà moderna- stimola lo storico ad una serie di ricerche particolari da condurre innanzi e da approfondire nel quadro di una storia religiosa del sud concepita come esatta misurazione della partecipazione del pensiero meridionale alla grande alternativa magia-razionalità, così importante - come si è detto- per la nascita della civiltà moderna.

(Sud e magia di Ernesto de Martino, Feltrinelli, 1959, pagg.128-129)


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Una fiaba con maschere senza pretese
per trattenere la gente in questo paese
perché alla Basilicata le magie son tese.
Un viaggio che va da Rapone fino al Pollino
con in testa la melanzana di Rotonda 
e nel cuore del Vulture il vino.


Il crusco peperone di Senise sonoro crocchia
come parente dolce del rosso peperoncino.
L'energia del giallo curcuma si espande in bocca
per poi sfociare nel blu dello Ionio marino.
Acqua scrosciante irrora la roccia di SanFele
mentre il Rumit arboreo invade le vie di Satriano
e pioggia di verde origano dipinge le tele.

Solo il viola manca alla simbolica tavolozza,
il colore dal profumo di cannella
custode del segreto della vita in bozza
e svelato alle donne della Lucania bella!