Il Battesimo delle Bambole di Barile e i biscotti di San Giovanni

Il battesimo delle bambole di Barile e i biscotti di san Giovanni, foodfilebasilicata
Teresa Suozzo
Teresa Suozzo ha nove anni ed è il simbolo presente dell'antica relazione che da almeno sei secoli lega Barile alle popolazioni greco-albanesi. Di madre albanese, arrivata a Barile negli anni '90, e con un papà di Barile, paese fondato da una colonia albanese nel XVI secolo: Teresa è il frutto presente di un amore che dura da sempre. Lei è una delle protagoniste del "Battesimo delle bambole" o Puplet e Shenjanjet, un'antica tradizione arbëreshë che si rinnova ogni anno a Barile nel giorno di San Giovanni, il 24 giugno.



E' mattino presto, e Teresa è già a casa della maestra Giovina Paternoster, presidentessa dell'Associazione Intercultura Arbëreshë di Barile, per imparare a costruire la sua bambola.
Ci vuole un mestolo, per fare l'ossatura e la testa della bambola, tanti stracci per fare la carne, le antiche fasce per stringere e tenere compatto il corpo della neonata, quelle conservate dalle donne, e, infine, un bell'abito cucito con materiale di riciclo.

Il battesimo delle bambole di Barile e i biscotti di san Giovanni, foodfilebasilicata
Teresa e Giovina Paternoster


Dopo aver creato dalla materia più povera la bambola più amata, manca l'ultimo tocco, il più importante: bisogna soffiarle un'anima. Teresa disegna il volto della sua "bambina" e le dà un nome. E' nata Anna.

Il battesimo delle bambole di Barile e i biscotti di san Giovanni, foodfilebasilicata


A compimento dell'opera, Giovina spiega a Teresa che, ai suoi tempi, il volto della bambola non si disegnava mica con i pennarelli...non esistevano! Nel passato, l'unico modo per fare i disegni era il carbone. Ma, per fortuna, le bambole di oggi possono godere dei colori!

Il battesimo delle bambole di Barile e i biscotti di san Giovanni, foodfilebasilicata


Anna, una volta nata, ha bisogno del primo gesto sacro della sua lunga vita. Ha bisogno d'essere battezzata. Per avere una degna madrina c'è bisogno di qualcuno di cui potersi fidare: prendersi cura di una nuova vita è un fatto di responsabilità! C'è bisogno della migliore amica. Insieme, lei in qualità di madre e la migliore amica in qualità di madrina, vanno alla stazione di Barile, luogo ove anticamente sorgeva un'antica chiesa rupestre che ospitava il battesimo. Assieme a tutte le altre madri e madrine del paese, sfilano lungo le strade, fiere delle loro creature ed emozionate di ripetere l'antico rito propiziatorio per la fertilità di tutte le cose che si preparano a nascere sulla terra dopo il Solstizio d'Estate.

Il battesimo delle bambole di Barile e i biscotti di san Giovanni, foodfilebasilicata


Giunte alla simbolica fonte battesimale, Teresa e la sua madrina saltano per tre volte sulla bambola, poggiata delicatamente in terra, e recitano:

Pup de San Giuann
battezzam sti' pann
sti' pann so' battezzat
tutt cummar simm chiamat.

Il battesimo delle bambole di Barile e i biscotti di san Giovanni, foodfilebasilicata


Poi si danno un bacio e il Battesimo è fatto! Da oggi Anna sarà una bambola che rimarrà per sempre nel cuore di Teresa. Per festeggiare il lieto evento, Giovina e le sue compagne-mamme distribuiscono i "Biscotti di San Giovanni" affinché l'anima della prosperità possa entrare nel corpo di tutti. E un pezzo di prosperità entri anche dentro di te...

Il battesimo delle bambole di Barile e i biscotti di san Giovanni, foodfilebasilicata


Biscotti del battesimo delle bambole di Barile :

ingredienti:

6 uova
35 g di ammoniaca per dolci
100 g di olio
1 limone
1 Kg di farina
vanillina

Disponi la farina a corona, aggiungi gli ingredienti e l'ammoniaca sciolta precedentemente nel latte intiepidito.

Impasta bene il tutto; se il composto risultasse troppo duro aggiungere ancora un po' di latte.

Crea dei biscotti alti circa ½ cm, spolverali di zucchero e cuocerli in forno a 180° per circa 20 minuti (controllando la doratura).

Giovina Paternoster offre i biscotti di San Giovanni


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