Rocco Pozzulo, personaggio dell'anno per un'enogastronomia di valore

Rocco Pozzulo, Personaggio dell’anno dell’enogastronomia e dell’accoglienza di Italia a tavola, per una comunicazione efficace dell'enogastronomia,
Chef Rocco Pozzulo


La tavola al tempo del web premia la Basilicata e i suoi maestri. Lo dimostra la vittoria schiacciante di Rocco Pozzulo, ex presidente dell'Associazione Cuochi Lucani e attuale presidente della Federazione Italiana Cuochi (Fic), quale “Personaggio dell’anno dell’enogastronomia e dell’accoglienza”, vincitore del sondaggio online del prestigioso quotidiano di settore Italia a tavola. Con 25.714 voti, oltre mille punti di distanza dal notissimo Antonino Cannavacciuolo e a quasi cinquemila da Massimo Bottura, la vittoria di Pozzulo, oltre a essere un prestigioso riconoscimento per le risorse e le competenze lucane, è l'indicatore di una certa stanchezza nei confronti delle star-chef che fanno del cibo una commodity che passa tramite valori quali lo share televisivo o lo show del più telegenico. La vittoria di Pozzulo non è solo una vittoria per la Basilicata ma anche un nuovo concetto interpretativo delle materie prime, della loro elaborazione e della loro comunicazione.



Rocco Pozzulo: una comunicazione etica dell'enogastronomia

Rocco Pozzulo, Personaggio dell’anno dell’enogastronomia e dell’accoglienza di Italia a tavola, per una comunicazione efficace dell'enogastronomia,
Rocco Pozzulo e Federazione Italiana Cuochi in visita dal Papa

Per capire il successo di Rocco Pozzulo bisogna indagare la svolta che la sua presidenza ha dato alla Fic. Una visione e degli obiettivi che si sono nutriti della lunga esperienza che si è procurato come presidente della federazione provinciale e regionale dei cuochi lucani, ovvero stabilendo un forte contatto prima di tutto col territorio lucano: un territorio molto ricco ma denso di criticità, soprattutto nel settore primario. Pozzulo ha riportato a livello nazionale tutto quanto appreso, avendoci "messo le mani" concretamente in quelle che sono le necessità di chi produce le materie prime dell'enogastronomia, lucane e non: i produttori agricoli.
Dalle constatazioni empiriche fatte "sul campo", Pozzulo, appena arrivato al vertice della Fic, ha cominciato a parlare di vera comunicazione tra cuochi ma, soprattutto, tra cuochi e mondo esterno. Tra gli interlocutori, le istituzioni hanno un ruolo privilegiato. Sotto la sua presidenza nascono intese fondamentali che "istituzionalizzano" l'importanza del cibo, non solo come show, ma soprattutto come elemento culturale e sanitario: il Protocollo con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e il Protocollo con il Ministero della Salute. Altro elemento fortemente innovativo portato dalla presidenza Pozzulo è la consegna della prestigiosa Onorificenza al merito Professionale, il Collare del “Collegium Cocorum”, rilasciato dalla Fic agli Chef con 25 anni di operato nell’Arte Culinara, all'interno della Camera dei Deputati alla presenza delle più alte cariche istituzionali e dei soggetti più rappresentativi della stampa italiana.
Se sul fronte istituzionale si sono aperti nuovi e importanti canali, Pozzulo ha pensato anche alla comunicazione interna tra gli associati: è nata App Fic, l'applicazione della Federazione italiana cuochi, liberamente scaricabile da tutti, con funzioni destinate solo ai soci (quali l'elenco news e informazioni della propria associazione provinciale e unione regionale, la consultazione e inserimento di annunci di cerco/offro lavoro, la visualizzazione del proprio profilo anagrafico e dell'iscrizione con possibilità di modifica dei dati anagrafici,...) e funzioni destinate al pubblico (quali l'elenco contatti di tutte le Associazioni provinciali e delle Unioni Regionali, l'elenco contatti di tutte le delegazioni estere, i contatti di tutti i Compartimenti e Dipartimenti, le news, gli eventi Fic, l'aggiornamento costante dei corsi di formazione...).
Sempre per comunicare al meglio la cultura enogastronomica, Pozzulo e la Fic stanno operando per creare un Laboratorio di cucina sulle ricette tradizionali di ciascuna regione italiana. Le attività del laboratorio saranno videoregistrate e poi caricate sul web come prodotto didattico accessibile a tutti, del settore e non.

La gastronomia parte dalla conoscenza "sul campo"

Altra grande innovazione di "visione" introdotta da Pozzulo nella dimensione gastronomica nazionale è la necessità di stringere forti alleanze con i produttori locali, conoscere a perfezione i disciplinari per la produzione dei prodotti tipici, le necessità espresse e quelle inespresse sia dei piccoli agricoltori che delle grandi aziende agricole. Andare nei campi, parlare con gli addetti ai lavori e cercare di creare delle sinergie tra chi produce e chi elabora ciò che arriva nel piatto. La conoscenza profonda "sul campo" è la base di partenza per evitare lo spreco alimentare e, soprattutto, riconoscere la qualità di un prodotto italiano per poi difenderne il marchio. Il problema della tutela del Made in Italy è proprio una inappropriata padronanza delle specifiche di una DOP o altri prodotti italiani, con forte domanda sul mercato mondiale ma poca comunicazione efficace in grado di arrivare, correttamente, al consumatore finale.

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Rocco Pozzulo in cucina

Se il Made in Italy può avere una maggiore tutela grazie a una maggiore consapevolezza, il Made in Basilicata, secondo Pozzulo, soffre di un altro grande problema: la completa assenza di strategie e politiche di marketing da parte dei produttori e rivenditori, ma anche dei ristoratori. Gli operatori della filiera alimentare di qualità in Basilicata raramente si affidano e pagano gli esperti di marketing e comunicazione per i loro prodotti. Cercano di fare tutto da soli per abbassare i costi, già poco sostenibili, ma questo comporta una bassa qualità della comunicazione percepita dal consumatore e una ridotta circolazione e "viralità" del prodotto/servizio lucano in un mondo globale, che "racconta" anche il più piccolo e insignificante ingrediente come un'epopea del gusto. La poca concorrenzialità della "narrazione enogastronomica" lucana, secondo il presidente della Fic, parte dalle tavole dei ristoratori: "non esiste un ristorante piemontese, veneto o di qualunque altra regione che non abbia i propri gioielli esposti in prima fila - sottolinea Pozzulo - In Basilicata è raro trovare, anche nelle destinazioni turistiche più importanti, l'Aglianico del Vulture, i fagioli di Sarconi o l'ambasciatore lucano per eccellenza, il peperone di Senise".

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Rocco Pozzulo e la federazione provinciale di Potenza

Le medaglie di Pozzulo

In Basilicata c'è molto da fare, ma proprio per questo è un'ottima palestra per talenti come Pozzulo.  Grazie alla formazione tecnica e istituzionale acquisita nell'Associazione Cuochi Lucana, la sua carriera è costellata da varie medaglie d'oro ricevute (nel 2005 a Basilea, nel 2006 a Lussemburgo, nel 2007 alle Internazionali d'Italia, 2018 quella del web) ma una vuole consegnarla lui al suo maestro e mentore: lo chef Rocco Catalano, uomo di grande cuore e di raffinata arte culinaria, oggi presidente onorario della federazione dei cuochi lucani.

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Rocco Pozzulo e i cuochi della Basilicata


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